Hell’s Gate Metzeler 2018. Mid Term Hell, Teasdale… indiavolato!

Metà dell’Evento è in banchina. Il porto di mezzo di Hell’s Gate Metzeler 2018 è affollato di incrociatori dell’Estremo. Sono soprattutto le Macchine da Guerra dell’Enduro senza liniti e compromessi che impressionano. E più ancora le implacabili strategie di Gara imposte in forme interpretative diverse dai “Mostri”, così li chiama Giovanni The Voice Di Pillo, dell’Estremo Originale, il riferimento piantato sulla Montagna de Il Ciocco da quindici anni.

Cinque giri, quattro prove cronometrate in linea, l’alba radiosa di una giornata sensazionale che avvolge la Valle incantata del Ciocco, ma poi è la durissima, ingrata ma impareggiabile ed emozionante, legge dell’Enduro allo stato dell’arte. Hell’s Gate Metzeler lo interpreta e lo propone ogni anno più vicino alla purezza del gesto sportivo, antico e sacrificale. Per questo sin dall’alba le vie di accesso all’anello magico e infernale sciamano di spettatori, appassionati e competenti, affezionati all’unicità dell’Evento.

A metà strada Hell’s Gate Metzeler seleziona duramente e filtra i trenta migliori aspiranti all’Olimpo leggendario dell’Estremo. I migliori sono lì, salvati dai colpi di scena, disordinati in un ordine che riflette differenti interpretazioni tattiche. Travis TEASDALE (Beta) impone un ritmo davvero infernale, sin dall’inizio, vince le quattro speciali senza concedere alcuna indulgenza, e si istalla al comando provvisorio delle operazioni. Le sue quattro vittorie in altrettante Speciali cronometrate sono il più chiaro manifesto d’intenti del Sudafricano che lo scorso anno ha concluso Hell’s Gate Metzeler al secondo posto, un soffio alle spalle del penta-diavolo Jarvis. Secondo al giro di boa è lo spagnolo Mario ROMAN (Sherco), terzo il vincitore del 2016, Wade YOUNG (Sherco). Graham JARVIS (Husqvarna) è quarto. Non troppo distante, ma non è questo il fatto saliente. Il Recordman di Hell’s Gate Metzeler ci ha abituati a un ritmo iniziale incalzante ma progressivo, che nasconde la reale competitività dell’inglese e si scatena in maniera solitamente terrificante nelle fasi cruciali dell’Evento. Poi è la volta di Diego NICOLETTI, Gianluca MARTINI, Sonny GOGGIA e Andreas PFEIFFER, il quartetto che si pone in prima linea in rappresentanza di quella Vendetta Italiana che gli appassionati di parte aspettano da quindici anni.